JANE HOUSE PRODUCTIONS

 
 

Review of Dacia Maraini Event

Gina Di Meo, ”Letterature e Teatro/Una sera con Dacia Maraini,”

Oggi 7, magazine di America Oggi, 7 Maggio 2006, p. 5


Una sera con Dacia Maraini al “Martin E. Segal Theater Center.” La scrittrice italiana, autrice di romanzi, poesie, saggi, opere teatrali, negli Stati Uniti per una serie di incontri, tra i quail due nel New Jersey dove con gli studenti del Coccia Institute della Montclair State University, e della Drew University, e poi a New York dove è stata ospite al Graduate Center per una lettura ed una rappresentazione delle sue opera. L’incontro è stato organizzato dalla Jane House Productions in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, CUNY Graduate Center e il Living Theatre. Una serata interessante con un pubblico attento e numeroso che ha dimostrato di apprezzare una delle scrittrici più tradotte all’estero e una donna che ha saputo, con la sua arte, occupare posti che per tradizione erano appannaggio degli intellettuali maschi. “La Maraini – come ha spiegato Jane House – è stata protagonista della scena letteraria italiana sin dagli anni ’60, contribuendo con le sue opera a sviluppare nei lettori senso critico nei confronti della società contemporanea. La sua è stata una battaglia soprattutto per le donne e nei suoi libri c’ è una profonda denuncia contro le ingiustizie e gli abusi     commessi contro di loro.

     E’ stata, inoltre, co-fondatrice negli anni sessanta, del Teatro del Porcospino e nel 1973 del teatro La Maddalena, a Roma, un teatro sperimentale al femminile. Tra le sue opera teatrali più importanti, “Mary Stuart,” “Il sogno di Clytemnestra,” “Dialogo tra una prostitute e il suo cliente,” “Stravaganza.” I suoi libri hanno ispirato tanti film come “L’età del malessere,” “Teresa la ladra,” “Storia di Piera,” e lei stessa ha scritto sceneggiature per registi come Pier Paolo Pasolini, Carlo Di Palma, Margarethe Von Trotta.” La Maraini, spettatrice d’eccezione, ha assistito alla proiezione di spezzoni tratti da alcuni film famosi e a letture tratte da “Camille,” drama biografico su Camille Claudel, scultrice francese allieva e amante del grande Auguste Rodin, morta in un manicomio, “Mary Stuart,” “Notarbartolo: A Just Man.” Opere brillantemente interpretate da Monica West, Kathy Lee Hart, Silvia Giampaola, Judith Malina, Oliver Henzler, Hanon Reznikov, Raymond McAnally, Sam Tsoutsouvas. Spettatrice prima e poi a colloquio con il pubblico al quale ha spiegato, tra le altre cose, la sua predilezione peril teatro al racconto. “Amo il teatro—ha detto—perché mi ha insegnato tante cose e,anche se facendo teatro non si può cambiare il mondo, forse si può risvegliare qualche coscienza, si può suscitare qualche nuovo pensiero. Scrivere un’opera teatrale, inoltre, a differenza del racconto, che è frutto di un “atto solitario,” implica confrontarsi continuamente con qualcuno, e si può dire che essa finita solo con la messa in scena.

    Anche il concetto di tempo è diverso, nel racconto c’è la percezione del tempo che passa, mentre la rappresentazione teatrale è un continuo presente.” Dal passato e della storia, invece, la Maraini prende spunti per trattare il presente e come lei stessa dice “il passato ti dà quella distanza necessaria per giudicare le cose nel modo giusto e a volte esso può diventare attuale. Prendiamo l’esempio di “Notarbartolo.” Quest’uomo è stato ucciso perché credeva nella legge e nella sua giusta applicazione, e per questo era considerato “rivoluzionario.” Ho scritto quest’opera per far ricordare che al mondo ci sono ancora persone giuste. In Sicilia, dov’ è ambientato “Notarbartolo” è ancora vivo il ricordo del giudice Paolo Borsellino, ucciso perché voleva applicare la legge.” Un apprezzamento particolare nei confronti della scrittrice italiana è stato espresso da Judith Malina, fondatrice del “Living Theatre,” che ha considerato le sue opera teatrali “un mezzo per confrontarsi continuamente con se stessi e con la realtà.” E non a caso, Alberto Moravia, nell’introduzione a “La Vacanza,” del 1962, scrive della Maraini “Vorrei perciò parlare sopratutto della qualità del tuo talento letterario, almeno come me è apparso sinora. Dunque tu sei sopratutto una scrittrice realista. Cosa intendo per realista? Intendo lo scrittore che ama la realtà per quello che è e non per quello che dovrebbe essere, cioè soltanto e appunto perché è realtà; e che non si ritrae di fronte ad alcun aspetto per quanto imprevisto di questa realtà.”