JANE HOUSE PRODUCTIONS

 
 

Italian Review of Via Toledo by Night by Raffaele Viviani

Enrico Fiore, IL MATTINO (Napoli) 26/09/2005


RAFFAELE VIVIANI

"Bammenella" sbarca a New York

In scena per la prima volta l’atto unico Via Toledo by night

L’autore anche nel dizionario del teatro moderno Italiano


“I'm very well known in this part of town / dancing all night to the hurdy-gurdy tunes / in the back streets of Napoli. / And if patrols of police should come by / I turn on my heels and away I fly! / If they should catch me and bring me in / it's just a formality.” L'avete riconosciuta? È, nella traduzione di Martha King, “So' Bammenella (ma qui diventa “Bambinella,” n.d.r.) 'e copp' 'e Quartiere.” E così l'hanno ascoltata i 180 spettatori (tanti ne contiene quella sala) presenti nella Baisley Powell Elebash Recital Hall del CUNY Graduate Center di New York.


Sulla copertina del programma di sala - approntato da Antonia Lezza, docente all'Università di Salerno e curatrice con Pasquale Scialò del Teatro di Viviani edito da Guida - campeggiava il titolo “Via Toledo by night.” Sì, il debutto di don Raffaele negli Stati Uniti. E non a caso è avvenuto con il celeberrimo atto unico che già fece parte (con “La musica dei ciechi”) del leggendario “Napoli: notte e giorno” di Patroni Griffi. Così come non è un caso che l'evento rechi la firma, nel doppio ruolo di produttrice e regista, di quella Jane House che - dopo aver inserito “Via Toledo di notte” tra le commedie comprese nel volume “20th Century Italian Drama: the first 50 years, an anthology,” pubblicato dalla Columbia University Press e da lei curato insieme con Antonio Attisani - ha anche scritto una biografia di Viviani per il “Dictionary of literary biography: modern italian theatre.”


Si è trattato, per l'esattezza, di una lettura drammatizzata del testo, con Elaine Smith nella veste di narratrice e, nei ruoli principali, gli attori-cantanti Nick Raio (Leopoldo Coletta), Jonathan Teague Cook (Scarrafone, il vetturino, l'uomo del pianino), Clinton Curtis (Tummasino), Joe Alfano (Pascalino, Mario, Affunzino), Sheldon Baxter (il pizzaiolo, 'o Sapunariello), Frank Kamai (Filiberto Esposito), Stephanie Jensen-Moulton (Rusella), Laura Beth Brown (Margherita), Eve Gigliotti (Ines, ossia, per l'appunto, Bammenella) e Linda Bianchi (Flora). E adesso di quello spettacolo c'è anche il cd.


Il risultato? Beh, immaginate un Viviani collocato fra la ballata irlandese, “West Side Story” e Gershwin da un lato e il melodramma, la canzone napoletana classica e la tradizione folcloristica italiana dall'altro. Si capisce, allora, perché Jane House - nello scrivere a Giuliano Longone, il nipote di Viviani, per la questione dei diritti d'autore - abbia parlato delle opere di don Raffaele come di “musical.” E si capisce, ancora, il perché degli acuti da perfetta primadonna della lirica che la Gigliotti attribuisce a Bammenella. Si spiega così anche l'inopinata immissione in “Via Toledo by night” del canto popolare “Vitti na crozza,” notoriamente nato in Sicilia. Ma indubbi, beninteso, sono la serietà dell'approccio e l'appassionato impegno di quanti han messo mano all'operazione. Se, naturalmente, pensiamo in pari tempo a “Questi fantasmi!,” la commedia di Eduardo portata in scena da John Turturro col titolo “Souls of Naples,” non possiamo non constatare con soddisfazione l'accendersi ne gli States di un sentito interesse per il teatro e, in genere, la cultura di Napoli. Interesse e rispetto. Avete notato, in proposito, che l'unica parola della canzone di Bammenella che non sia stata tradotta in inglese è proprio Napoli?